UNA SEMPLICE STORIA D’AMORE

 

Un racconto che conferma le assolute capacità narrative di Pazzaglia Simone, “scrittore Gavorranese” della bassa Maremma.
Uno stile unico che non finisce mai di stupire e getta il lettore in uno stato di trasporto emozionale dalla
prima all’ultima riga.
Una trama grottesca con sfumature che vanno dal sarcastico al macabro e che inchioda in un saliscendi
di emozioni contrastanti.
Nel leggerlo si ha la sensazione di essere risucchiati nell’universo del personaggio tanto da provare una sensazione di disagio e di smarrimento.
Con grande capacità Pazzaglia riesce a dosare come un ottimo chef momenti di ilarità alla tragicità esasperata del vivere di coppia.
Ne consiglio vivamente la lettura a tutti quelli che pensano alla famiglia o al vivere di coppia come a un perfetto quadretto da telefilm americano. Vi accorgerete in queste righe di come un sogno possa trasformarsi in un autentico incubo. Buona Lettura!

Brie Larson & Oscar

 

brielarElegante nel suo vestito blu e con il sorriso raggiante di una ragazza che a 26 anni è già riuscita a salire la celebre scalinata del Dolby Theater, ecco Brie Larson, la protagonista del claustrofobico e struggente “Room”, che stringe a sé l’agognata statuetta. Sembra un’altra era quando Brianne Sidonie Desaulniers era una timida bambina californiana, con famiglia di origine franco-canadese, che, trasferitasi con la madre nella capitale del cinema, si sottoponeva con tenacia a provino dopo provino, alla ricerca del ruolo che le permettesse di esprimere al meglio il tuo talento.

Sì, perché Brie Larson non è una donna disposta a tutto pur di emergere, né una diva ossessionata dal successo. “Nessuno me lo ha mai chiesto [di togliermi la camicia], perché se fosse successo col cavolo che avrei continuato a fare provini”, diceva infatti in un’intervista, difendendo tenacemente la scelta di rifiutare compromessi o ruoli che non la convincevano, anche se questi le avrebbero portato fama certa. E tale scelta ha pagato, perché alla fine il film giusto è arrivato; quel “Room” del regista indipendente Lenny Abrahamson, in cui la ventiseienne attrice è riuscita nel difficile compito di immedesimarsi nel dramma di Joy Newsome, rapita ancora adolescente da uno psicopatico e da quel momento in poi relegata in un universo grande come una stanza.

Ed è proprio lì, nella “Stanza” con l’iniziale maiuscola che dà il titolo al film, che si svolge il film, seguendo la routine quotidiana e l’inquietante normalità di una madre e di un figlio, nato proprio lì dentro e convinto che il mondo sia racchiuso tra quelle quattro mura. Il premio Oscar ha motivazioni diverse per ogni attore che lo ha ricevuto, ma è difficile immaginare una persona che l’abbia meritato di più di una ragazza che, pur non avendo ancora provato la maternità, è tuttavia in grado di interpretarne in maniera così convincente le implicazioni, anche drammatiche. Lungi dall’adagiarsi negli allori della fama, Brie Larson è già al lavoro per uno dei film della saga di King Kong, dove si cimenterà nel ruolo della protagonista che, non abbiamo dubbi, saprà far innamorare di sé lo scimmione con la sua bellezza, e il pubblico con la sua freschezza.